giovedì 17 settembre 2009

CELEBRARE "VERSO IL POPOLO" O "DARE LE SPALLE AL POPOLO"?


Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo pregevolissimo studio di don Matteo De Meo, docente di Teologia Fondamentale ed eccleseologia presso la Facoltà Teologica Pugliese

di d. Matteo De Meo


Se un giorno qualche parroco chiede al suo vescovo di celebrare sull’antico altare monumentale della propria parrocchia, e di riutilizzarlo per le celebrazioni eucaristiche nella modalità, diciamo antica (con le spalle al popolo), non si perde tempo a riunire commissioni liturgiche per valutare l’opportunità teologica e pastorale di tale prassi. E, dopo varie sedute e commissioni, forse si può rientrare in una sorta di “tolleranza”; ma dopo aver subito non pochi contrasti e giudizi di diffidenza: “...Personalmente preferisco celebrare rivolto verso il popolo e non dando le spalle...” ; “...Credo che il sentire della Chiesa dopo il Concilio Vaticano II sia quello di celebrare verso il popolo...” ; “...Che in alcune parrocchie si celebri verso il popolo e in altre versus Deum potrebbe causare confusione tra il popolo di Dio, che vede fare cose diverse...” ; “...Prima di prendere una decisione del genere bisogna sentire il parere del popolo...”; “...Ma i bambini non saranno educati bene nel partecipare ad una celebrazione dove il sacerdote da a loro le spalle ...”; “..Non si può accettare una tale celebrazione perchè Gesù nell’ultima cena non ha dato le spalle agli apostoli....”; “...la messa è più partecipata quando il sacerdote è rivolto verso il popolo...”; “...Non mi sentirei a mio agio celebrando con le spalle al popolo...anche se questa è la prassi del S. Padre”; “...La prassi di celebrare versus Deum è tipicamente medievale e non ha nulla a che vedere con la prassi tradizionale e antica della Chiesa...L’altare ad Deum è stato giustamente definito “mensolina” e non ha la dignità di un altare per la celebrazione... La dimensione della convivialità, della mensa, della comunione, è un aspetto fondamentale della celebrazione eucaristica che si era dimenticata prima del Vaticano II e che la Riforma liturgica ha riscoperto con la celebrazione verso il popolo...”; “...La celebrazione versus Deum nasconde questa dimensione comunionale esaltando unicamente la dimensione sacrificale della celebrazione liturgica...”
j

10 commenti:

hayalel ha detto...

A volte mi chiedo se sia meglio voltare le spalle al popolo o al tabernacolo che è sede della presenza di Cristo in quel luogo.
Qualche chiesa ha messo il tabernacolo di lato, dalle mie parti lo si è innalzato, e mi sembra la scelta migliore.

Anonimo ha detto...

nella mia prrocchia l'altare monumentale è rimasto ale e quale con il tabernaclo al centro. più avanti è stata inserita la mensa per la celebrazione secondo la nuova liturgia del Vat. II - io non trovo tutta quasta problematica versum deum o verso il popolo, non ci hnno forse insegnato che Dio è in cielo terra e in ogni luogo? quando il sacedote e l'assemblea celebrano celebrano sempre Veso Dio, ricordiamolo!

Francesco Colafemmina ha detto...

Il punto non è ideologico o passatista. Al contrario.

Celebrare verso il Signore e riscoprire il senso intimo di questa modalità celebrativa è un metodo per scardinare le ideologie arroganti e prepotenti che hanno modificato arbitrariamente il rito, trasformandolo in una scimmiottatura del rito protestante.

Anonimo ha detto...

"la celebrazione secondo la nuova liturgia del Vat. II"

né il Vaticano II, né il messale paolino di per sé richiedono di costruire mense e di celebrare la Messa rivolti al popolo. Quello che ha fatto e continua a fare, all'atto pratico, la mentalità sessantottina (questa sì, passatista) di tanti preti è un altro discorso. Ma lo si fa per odio della tradizione, non per obbedienza al Concilio

Anonimo ha detto...

Non mi pare che il rito sia stato cambiato arbitrariamente. E’ stato voluto dall’Assemblea Conciliare! O ci crediamo o non ci crediamo al Concilio, o sarà stato un Concilio non ispirato dallo Spirito Santo?. Se ciò non è allora buttiamo a mare tutto il Vaticano II e ripristiniamo il tridentino, ma prima bisogna avere il coraggio di abrogare il vaticano II. Dopo ubbediremo al nuovo sistema.
Concordo con chi sostiene che la Messa verso il popolo o spalle al popolo è sempre e comunque rivolta verso Dio e non può non essere altrimenti! Lasciamo perdere gli sterili riferimenti alla Cena dei protestanti… Se è vero, come è vero che la Messa è valida anche quando a celebrante fosse un sacerdote indegno è vero anche che la Messa è valida anche quando la si celebra in condizioni non canoniche, mi riferisco a quel prete che prigioniero dei banditi celebrava ogni giorno usando una scatoletta di latta al posto del sacro calice. Come è valida quella Messa celebrata da quei missionari sperduti nelle terre più lontane che non hanno ne chiesa ne paramenti…
Cerchiamo di trovare ciò che ci unisce e non ciò che ci divide. Siamo tutti figli dello stesso Padre! E Lui solo conosce i nostri cuori.
Salve, Giovanni

Francesco Colafemmina ha detto...

A dire il vero se si legge l'articolo si scopre che la questione dell'altare non è propriamente normata dal concilio, anzi!

Leggere è sempre meglio che sentenziare!

Anonimo ha detto...

La celebrazione verso il popolo non e' stata prevista da Concilio Vaticano II ma dalla sua successiva attuazione.
Non e' affatto vero che e' la stessa cosa (non parlo della validita' della Messa). La celebrazione verso il popolo allontana dal vero senso della liturgia cattolica.
Anche le celebrazioni nelle antiche Basiliche romane erano ad orientem e non verso il popolo (anche se praticamente si trovava dalla parte dell'oriente)

Francesco

Anonimo ha detto...

Mi chiedo ma dove avevano la testa i mebri della CEI quando emanarono la nota pastorale il 31 maggio 199&? Peccato che il dott.Matteo non fosse ancora nato per indicar loro che si sbagliavano!
Tuttavia secondo me non c’è bisogno di fare tanti giri di parole e riferimenti a note e messali per dimostrare la tesi che la celebrazione (versus populum e versus Deum) sono entrambe legittime. Secondo me visto che c’è tanta confusione tra i preti e le lineee di tendenza e altrettanta confusione c’è tra i fedeli, perché non si emana una buona volta una Nota chiara e semplice che dica “ da oggi si celebra così …… e basta?
Noi fedeli o laici (a seconda dei punti di vista) siamo stanchi di tutte queste sterili discussioni.

“I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità” (Gv 4,20ss)

saluti, Giovanni (chierichetto col vecchio rito e lettore con il nuovo)

Bombadillo ha detto...

Secondo me, questa fissazione per il dettaglio è davvero fastidiosa. Mi spiego meglio: che certi comportamenti siano imposti/suggeriti dal C.V.II, oppure da instruzioni immediatmaente seguenti, è del tutto irrilevante. Dai frutti, infatti, si giudica l'albero. Inoltre, trovo davvero grottesco e cerchiobottista l'atteggiamento di chi afferma, di tutto ciò che ritiene essere il male della Chiesa: non è colpa del C.V.II, è stato male interpretato.
Ma scherziamo?
Si tratta di interpretazioni autentiche fatte dagli stessi protagonisti del C.V.II, durante il pontificato del medesimo Papa, spesso nel periodo immediatamente successivo al C.V.II stesso. E un C. che iniziasse ad essere ben interpretato solo 50 anni dopo sarrebbe davvero un pessimo C. O vogliamo fare come i protestanti, per i quali per i primi 1.500 anni il cristianesimo sarebbe stato male interpretato dalla Chiesa cattolica.
A proposito, per Giovanni, dato che Dio è in ogni luogo, perchè l'incipit dell'unica preghiera che ci ha insegnato Gesù è Padre nostro che sei NEI CIELI? E non Padre nostro che sei in ogni luogo?E perchè, visto che dobbiamo stare uniti "a tutti costi", cercando appunto quello che ci unisce, e non quello che ci divide, Gesù ha detto che non è venuto a portare la pace, ma una spada, PER DIVIDERE?
Tom

Anonimo ha detto...

Per l'Anonimo che ha affermato:"nella mia prrocchia l'altare monumentale è rimasto ale e quale con il tabernaclo al centro. più avanti è stata inserita la mensa per la celebrazione secondo la nuova liturgia del Vat. II - io non trovo tutta quasta problematica versum deum o verso il popolo, non ci hnno forse insegnato che Dio è in cielo terra e in ogni luogo? quando il sacedote e l'assemblea celebrano celebrano sempre Veso Dio, ricordiamolo!" ... solo due puntualizzazioni:
1 - è vero che Dio è ovunque ... ma soprattutto è realmente presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità nel tabernacolo ... se sottovalutiamo questa cosa rischiamo di dimenticare il valore dell'Eucarestia;
2 - l'assemblea NON CELEBRA nè da sola nè insieme al prete... solo il prete è alter Christus e come tale può celebrare la Messa ... i fedeli possono partecipare alla celebrazione del S. Sacrificio della Messa con le proprie intenzioni ed unendosi al S. Sacrificio di Cristo presentando le proprie Croci e sofferenze.